BREVE CENNO STORICO DELLA SEZIONE DI PERUGIA di Livio Soli

 

ATTIVITA' STORICA DELLA SEZIONE DI PERUGIA di Livio Soli

 

UNO DEI NOSTRI PRESIDENTI di Mario Pitzurra

 

MEDAGLIERE di Ferdinando Cecchetti

 

LA NOSTRA STORIA di Giampiero Ferraguzzi

 

LA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN di Miriam Cacudi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BREVE CENNO STORICO DELLA SEZIONE DI PERUGIA
 

Nel dopoguerra, negli anni 1947/1948, su iniziativa di un piccolo gruppo di folgorini durante una cena, animati dal desiderio decisero di costituire una sezione para­cadutisti per riunire una buona parte dei paracaduti­sti della FOLGORE e NEMBO. Come nella miglior tradizione umbra la nostra sezione nasce durante una “bisboccia” tra amici con la passione che contraddistingue chi persegue questo stile di vita volto a riunire amici.
I promotori furono Ettore CACUDI, Carlo Vittorio BIANCHI, Pasquale LATTAIOLI, Mario PITZURRA, Bruno NICCHIOTTI, Egeo MORBIDELLI ed altri; erano gli anni in cui in molte città d'Italia si costituivano sezioni, i nostri soci cominciarono a rastrellare in varie zone d’Italia vecchi materiali da lancio, e dopo breve tempo nel­1'aeroporto di S. Egidio (PG) iniziarono una buona attività lancistica.
Dopo tanto entusiasmo iniziale seguì una parentesi d’attività ridotta, gli animatori continuarono a fre­quentare le zone di lancio e la sezione, continuando ad invitare all'iscrizione nuovi e vecchi soci paracadutisti.
Verso la fine degli anni '50, congedatosi dal C.M.P., il paracadutista Marcello BEVILACQUA riprese l'attività organizzando nuovi corsi con volontà e profitto, s’iscrissero molti giovani, anche io frequentai un corso. In quel periodo venne a Perugia un istruttore di paracadutismo francese, tale Monsieur BARITOU e signora, personaggio molto intraprendente, tant'è che in breve tempo contattò molte sezioni d'Italia e costi­tuì la prima Scuola di Paracadutismo Italiano nell'aeroporto di S. Egidio (PG).
Ricordo molti personaggi noti del paracadutismo sportivo italiano, venivano a fare corsi e progres­sione in Perugia, tra essi Giorgio BARTOLI deceduto in un incidente di lancio. Tanti altri perirono nello stes­so modo, erano anni, per fortuna pochi, in cui le aperture del paracadute volutamente venivano effet­tuate a quote basse, da mozzafiato.
Dopo qualche anno il centro fu smobilitato e chiuso per espressa volontà degli allora dirigenti Piloti del Club, dicendo che per loro era quasi diventato impossibile volare il fine settimana causa la frenetica attività di paracadutismo.
Intanto in sezione continuavano i corsi con l'istrutto­re BEVILACQUA con fasi alterne, tant'è che la nostra sezione fu definita, come riportava in un numero la rivista FOLGORE, "Sezione fantasma", il direttivo venne sostituito con nuovo Presidente e istruttore. Dal 1964 dopo il periodo del servizio militare effet­tuato al Gruppo Art. Paracadutisti, ho iniziato la mia attività; come istruttore ho tenuto molti corsi per allievi, e con il favoloso C.119 vennero brevettati tantissimi paracadutisti. Diresse la sezione per una quindicina d'anni il Prof. Mario Pitzurra. Dal 1965 in quel di Bologna frequentai dei corsi nazionali con il Magg. Argento. Nel 1966 grazie alla bontà e sensibilità di un industriale perugino Sig. Mario Spagnoli venne acquistato un piccolo aereo con predellino adibito al lancio di paracadutisti e successivamente venne aperto di nuovo un centro sportivo nell'aereoporto della nostra città.
Negli anni '70/'80 guidò la sezione Silvano Topini con impegno e soddisfazione, fu un periodo impor­tante per il paracadutismo umbro, si effettuarono corsi con cadenze precise tenuti dai paracadutisti: SIMONCINI (attuale vice-presidente), SOLI (attuale presidente), FERRAGUZZI, e per il periodo estivo inventammo i lanci nello specchio del Lago Trasimeno.
All'inizio degli anni '90, Topini volle passare il testimone direttivo della sezione alla nuova dirigenza, conti­nuando a frequentare la sede e a fare lanci annuali nel Lago Trasimeno.
Livio Soli

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ATTIVITA' STORICA DELLA SEZIONE DI PERUGIA
 

L’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia di cui la sezione di Perugia è parte integrante ed ho 1'onore di presiedere è basata essenzialmente sul volontariato e non ha fini di lucro. Grazie a questa disciplina si possono vedere nelle zone di lancio persone di ogni età e perfino ragazzi/e di appena 16 anni, che hanno solcato i cieli in tutti questi anni di attività, sono saliti insieme in aereo e si sono lanciati con vivo spirito di paracadutista. Negli anni si sono brevettati a Perugia migliaia di ragazzi e ragazze di ogni nazionalità, molti a Perugia per motivi di studio, saltando , nell’arco degli anni , da vari vettori militari come il glorioso S.M.82 (la vacca), il mitico C.119, i più recenti G222 e C130, e da vettori civili quali il Cessna, il Piper, il Santa Maria di bologna, il Pilatus ed altri.
Nel 1950 spinti dal gusto e originalità abbiamo ideato i lanci nelle acque del Lago Trasimeno, manifestazione che ha visto partecipare moltissimi paracadutisti della 5a zona e altre vicine.
Negli anni passati era molto attivo anche un gruppo di Protezione Civile composto da 20 paracadutisti che hanno partecipato ad un corso ben strutturato dalla Prefettura cittadina con rilascio, dopo tre mesi di corso, d’attestato finale; in quest’ambito nell’estate del 1988 per verificare l’efficienza di questo nucleo, abbiamo simulato una catastrofe nel Pian Grande di Castelluccio di Norcia effettuando aviolanci in zona con due vettori. Tutto questo nell’arco di due giorni e due notti organizzando il primo soccorso e l’installazione di un campo base di primo intervento, dormendo nelle tende da noi allestite.
La nostra sezione è stata una delle prime in campo Nazionale ad effettuare corsi e simulazioni di primo intervento utilizzando la nostra specifica conoscenza di aviolanci per arrivare in zone impervie a portare i primi soccorsi.
Con questo spirito di altruismo e sensibilità proseguiamo il nostro lavoro continuando a trasmettere e a credere in questi valori.
Livio Soli

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UNO DEI NOSTRI PRESIDENTI
 

Sono stato invitato da Livio Soli a scrivere due righe in occasione della 49a Assemblea della Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, che avrà luogo a Perugia nei giorni 28 e 29 Marzo 1998. Debbo sin­ceramente dire che mi ha colto di sorpresa e pur avendo accettato poi, con la penna in mano, mi sono trovato in qualche difficoltà. Per me oggi il paraca­dutismo rimane qualche cosa di magico, quasi di irreale. E mi domando a volte se è proprio vera la parentesi della mia vita che mi ha legato indissolu­bilmente a quel modo di essere sulla terra e nel cielo che solo i paracadutisti sanno. Roba di cinquant'an­ni fa: fatta di cose che ormai sono consegnate alla storia. La torre di lancio, lo slancio, il salto dal muro e il capitombolo. Per non dire di imbracature paleo­litiche, col paracadute attaccato in mezzo alla colon­na vertebrale, l'anello di forzamento che se uno era un po' pesante si rompeva. Senza paracadute di emergenza.
Con la coscienza di prepararsi non per il salto dal­l'aereo, ma per qualche cosa di molto, molto più importante e grave. La Divisione Folgore, il Generale Fratini, la leggenda, i racconti di chi vi era stato, la certezza di poter far meglio, di più. Cadendo come folgore dal cielo. Ormai è storia. Ma, per me, la storia è stata un po' particolare. Testimone come sono di quello spirito che unisce tutti i paracadutisti, e che li fa diventare parte di una unica famiglia, in maniera forse unica. Credo che nessuno come me possa testimoniare questa realtà, in termini sotto certi aspetti drammatici. Per me la guerra ha preso una piega particolare e l'ho conclu­sa nel battaglione Nuotatori Paracadutisti della Decima Flottiglia MAS, al Comando di Nino Buttazzoni, al Nord. Quando sono tornato a Perugia nel 1947, dopo sei anni di assenza, consideravo chiu­sa la mia parentesi di paracadutismo. E invece no. Invece, al di là di ogni mio merito, al di là di ogni mia aspettativa, al di là di ogni speranza, mi sono incontrato con altri paracadutisti, che avevano fatto la loro guerra, che avevano fatto la loro esperienza, nei luoghi e nei posti più lontani, forse dall'altra parte. Ma tutti legati dallo stesso purissimo spirito di totale dedizione, di speranza, di partecipazione, di ansia: non si è paracadutisti per caso. E una scelta che sempre, in guerra od in pace, è alimentata dallo stesso impulso che fa, di tutti i paracadutisti, in Italia e nel mondo, un insieme a se. Ci ritrovammo con gioia, uniti intorno ad un reduce di El Alamein, il Maggiore Paracadutista Ettore Cacudi, medaglia d'argento conquistata ad El Alamein, al quale la Sezione Paracadutisti di Perugia è dedicata. Ed io ebbi il privilegio e l'onere di fondare la Sezione di Perugia, di riavviare l'atti­vità dei lanci all'aeroporto di Sant'Egidio, di dare i primi brevetti in Umbria, a Perugia. In questa strana ed affascinante città la quale, non dimentichiamolo, forniva ai paracadutisti le imbracature realizzate presso la fabbrica Vajani, alla Conca. Ho continuato a fare il Presidente di Sezione per circa quindici anni. Poi, tante cose sono accadute, altri sono venuti, il tempo è passato. Come succede in tutte le umane cose, è venuto il momento del mio ritiro. Ma l'animo mio più che mai rimane legato a quanto di bello e di buono ho avuto da questa espe­rienza, ed a quanto di bello e di buono riceve ogni privilegiato, nel momento in cui si lancia nella immensa, silente, azzurra libertà del cielo.
Mario Pitzurra

inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MEDAGLIERE
 

Quello che segue è il breve profilo di ognuna delle persone nascoste dietro queste medaglie; persone eccezionali che sotto l’ideale di patria onore e rettitudine hanno servito questo Paese divenendo a loro insputa esempio per le generazioni che vorranno leggere in queste poche righe la loro storia e farne tesoro.

Il nostro medagliere vanta:

  • nr. 4 Medaglie di Argento al V.M.

  • nr. 1 Medaglie di Bronzo al V.M.

  • nr. 22 Croci al Merito di Guerra

 

 

Cognome
Nome

Classe

Dati

 

CACUDI
Ettore

1918

Med.d’Argento al Valor Militare Matr.
Nato a
Assegnato 20 Cp VII BTG Paracadutisti
Dal alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente
Partecipa con la Divisione Folgore alla battaglia di EL ALAMEIN
MOTIVAZIONE :
comandante di un centro di fuoco in zona vitale dello schieramento, durante un’accanita e cruenta battaglia durata diversi giorni, più volte isolato e circondato dal nemico, si prodigava arditamente per contrastare il passo all’avversario. Attaccato da poderose formazioni corrazzate, reagiva col fuoco di tutte le armi e, per 48 ore, conteneva il passo all’avversario, riuscendo ad immobilizzare molti dei suoi carri. Esaurite le munizioni, si lanciava con i superstiti ad un disperato contrassalto e, con il suo eroico esempio all’arma bianca e a colpi di bottiglie anticarro, riusciva a volgere in fuga anche i mezzi corrazzati più pesanti ed a catturarne uno con l’intero equipaggio. Ristabiliva così, le sorti del combattimento. Contuso in più parti del corpo dallo scoppio di una granata, rifiutava ogni cura in favore dei sui Paracadutisti feriti, e rimaneva al suo posto, chiedendo solo armi e munizioni.
Quota 125 di QARET EL HIMEIMAT A.S. 23 ottobre 2 novembre 1942

 

FIORUCCI

Orlando

1918

Med.d’Argento al Valor Militare Matr. 2644
Nato a Città di Castello 13 marzo del 1918
Assegnato al 1° Regg.to Bersaglieri.
Dal 04.11.1942 alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente
al 183° Regg.to Paracadutisti NEMBO con il quale partecipa a numerose Operazioni di Guerra in difesa delle coste del Mediterraneo, in Sardegna e sul territorio Nazionale
MOTIVAZIONE :
chiedeva ed otteneva di far parte di un reparto volontario di Paracadutisti, per un LANCIO di GUERRA dietro le linee nemiche. Rimasto isolato ed accerchiato da nuclei nemici, combattendo, riuscì a sottrarsi alla cattura e prendeva contatto con i partigiani del luogo. Assuntone poi il comando, di iniziativa, organizzò e guidò una serie di sortite durante le quali furono inflitte al nemico numerose perdite in uomini e materiali. “ Bell’esempio di eroico e spegiudicato spirito paracadutista “
S.Damasco (Modena) 20-23 aprile 1945

 

LUPINI

Celso

1922

Med.d’Argento al Valor Militare Matr. 17206
Nato a Scheggia il 27 marzo del 1922
Assegnato al 93° Regg.to Fant. Il 22.01.1942
Dal 12.06.1942 alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente
Dal 08.08.1942 al 185° Regg.to Paracadutisti NEMBO e
Dal 15.01.1944 al 1° Squadrone di Ricognizione F FOLGORE
con il quale partecipa a numerose Operazioni di Guerra sul territorio Nazionale
MOTIVAZIONE :
Paracadutista lanciato in territorio fortemente presidiato dal nemico, disceso insieme ad altri compagni nelle immediate vicinanze di un accantonamento tedesco, si prodigava con atti di grande valore allo scopo di rompere l’accerchiamento in cui era rimasto chiuso, e sgominati gli avversari, attaccava insieme ad altri una autocolonna nemica in ritirata che veniva distrutta e dispersa
Sud Ferrara 20-21 aprile 1945
Croce Al Merito di Guerra

 

CAROBI

Angiolo

1922

Med.d’Argento al Valor Militare Matr. 16479
Nato a Città di Castello il 07 giugno del 1922
Assegnato alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia il 16.11.1941
Dal 14.06.1942 alla 187° Div. Fant. Paracadutisti FOLGORE di Viterbo
con l’ XI BTG. FOLGORE partecipa alle Operazioni di Guerra in Africa Settentrionale.
Prigioniero degli Inglesi dal 05.11.1942 al 11.04.1946
MOTIVAZIONE :
radiotelegrafista assegnato ad un caposaldo avanzato, durante un aspro attacco che aveva investito la Div da 3 lati, avuta distrutta la stazione radio, interrotti i collegamenti a filo, si offriva con un compagno per tentare la riattivazione di una linea telefonica.
In pieno giorno, attraversava zone dominate dal nemico, bersagliato di continuo da raffiche di mitragliatrice, riusciva a portare a compimento l’ardita missione ristabilendo il collegamento in un momento particolarmente critico dell’azione.
DEIER El Munassib (A.S.) 30 settembre 1942
Decreto del Presidente della Repubblica 16 ottobre 1954

 

BIANCHINI

Ernesto

1920

Med.di Bronzo al Valor Militare Matr. 8536
Nato a Città di Castello il 16 dicembre del 1920
Assegnato al BTG: misto del Genio il 13.09.1940.
Dal 12.06.1942 al Deposito Unico Par. Viterbo e successivamente
al 2° BTG. 31a Compagnia Paracadutisti
MOTIVAZIONE :
durante attacco di preponderanti forze nemiche si offriva volontario per ripristinare con mezzi di fortuna i collegamenti interrotti.
Incurante dei continui mitragliamenti violenti del fuoco nemico usciva più volte per mantenere i collegamenti in efficienza.
Per l’irrompere delle forze nemihe sulle nostre posizioni, perduta ogni possibilità di assicurare ancora i collegamenti, si lanciava con spirito aggressivo ripetutamente tra i fanti al contrassalto, ricacciando con bombe a mano ed all’arma bianca, il nemico dalle posizioni raggiunte.
alto esempio di arditismo, attaccamento al dovere e spirito di sacrificio“
Conferita sul campo ad Arbusow (Russia) il 22.12.1942
Decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1950

 

BIAGINI

Antonio

1917

Croce Al Merito di Guerra Matr. 1983


Nato a Perugia il 21 novembre del 1917

Assegnato al 365° BTG.

Dal 15.12.1941 alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente

Dal 16.03.1942 al 1° Regg.to Paracadutisti con il quale partecipa a numerose Operazioni di Guerra, sul fronte Albanese, sui Balcani, in Sicilia e per ben 3 volte in Spagna

MOTIVAZIONE : per aver partecipato a numerosi conflitti a fuoco dal 1940 al 1943


 

MENGONI

Fiorino

1915

Croce Al Merito di Guerra Matr. 29142

Nato a Gubbio il 24 aprile del 1915

assegnato al 2° Regg.Granatieri il 02.04.1937

Dal 16.07.1941 al 1° BTG. CC. Paracadutisti come “esploratorepartecipa alle operazioni di guerra in Africa Settentrionale.

Dal 20.12.1941 fino al 16.02.1947 resta prigioniero di guerra degli inglesi

MOTIVAZIONE : per aver partecipato a numerosi conflitti a fuoco dal 1940 al 1943

 

BERTAZONI

Osvaldo

1916

Croce Al Merito di Guerra Matr. 29142

Nato a Gubbio il 24 aprile del 1915

assegnato al 2° Regg.Granatieri il 02.04.1937

Dal 16.07.1941 al 1° BTG. CC. Paracadutisti come “esploratorepartecipa alle operazioni di guerra in Africa Settentrionale.

Dal 20.12.1941 fino al 16.02.1947 resta prigioniero di guerra degli inglesi

MOTIVAZIONE : per aver partecipato a numerosi conflitti a fuoco dal 1940 al 1943



 

BURAGLINI

Artemio

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 9620

Nato a Castiglion del Lago il 23 febbraio del 1920

Asseganto al 51° Fanteria Orvieto

Dal 12.02.1943 Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente

Al 183° Regg.to Paracadutisti NEMBO con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in Sardegna


 

CAPANNELLI

Alfio

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 9478

Nato a Gubbio il 03 febbraio del 1920

Asseganto al 3° Regg to Carristi di Bologna il 16.03.1940

Dal 01.11.1940 alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente

Al 185° Regg.to Paracadutisti NEMBO con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in difesa del Mediterraneo, in Sicilia e in Calabria




 

VISPI

Luciano

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 9910

Nato a Gubbio il 30 agosto del 1920

Asseganto alla Scuola Allievi Ufficiali di Salerno il 01.07.1940

Dal 30.03.1942 alla Scuola Paracadutisti di Tarquinia e successivamente

Al 236° Regg.to Fanteria con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in Sardegna e sul territorio Nazionale

Collocato in congedo il 30.08.1980




 

BERLISSI

Luigi

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 10334


Nato a Todi il 20 gennaio del 1920

Asseganto al 59° Regg.to Fant. Mobilitato di Tempio Pausania 15.03.1940

Dal 16.03.1943 al 81° Regg.to NEMBO 18a Compagnia




 

POLPESSINI

Belisardo

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 8837


Nato a Città di Castello il 05 gennaio del 1920

Asseganto alla 8a Compagnia Sanità Gaeta il 15.03.1940

Dal 10.06.1942 al 5° BTG. Div. Par. FOLGORE con cui partecipa alle campagne di Guerra sulla frontiera Italo-Jugoslava, nei Balcani, in Africa Settentrionale

Prigioniero degli Inglesi dal 09.11.1942 al 03.07.1946



 

PERUGINI

Ruggero

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 8837


Nato a Città di Castello il 26 novembre del 1920

Asseganto al 2° Regg.to Alpii in Merano il 01.04.1939

Dal 20.12.1942 al 184° BTG. Par. Guastatori con cui partecipa alle Operazioni di Guerra sul Fronte Alpino Occidentale, in Sardegna, in territorio Nazionale Metropolitano




 

CARLONI

Guido

1920

Croce Al Merito di Guerra Matr. 10901

Croce Al Merito di Guerra


Nato a Perugia il 04 settembre del 1920

Assegnato al Regg.to Aeronautica Aeroporto di Rieti il 11.02.1941

Dal 25.02.1943 alla Scuola Paracadutisti Tarquinia e successivamente

Al BTG ADRA con cui partecipa alle Operazioni di Guerra nei Balcani e nel Mediterraneo


 

ROSSI

Aldo

1921

Croce Al Merito di Guerra Matr. 14728


Nato a Perugia il 20 luglio del 1921

Assegnato come Aviere nella Regia Aeronautica presso il Centro di Affluenza di Tirana il 14.11.1941

Dal 14.03.1943 alla Scuola Paracadutisti Tarquinia e successivamente

partecipa alle Operazioni di Guerra nei Balcani

Autorizzato a fregiarsi del Distintivo di Guerra e ad Applicare sul nastrino una Stella




 

FABBRETTI

Ferdinando

1921

Croce Al Merito di Guerra Matr. 14481


Nato a Perugia il 04 gennaio del 1921

Assegnato come Aviere nella Regia Aeronautica presso il Centro di Affluenza di Orvieto il 27.05.1941

Dal 08.01.1943 alla Scuola Paracadutisti Tarquinia e successivamente

partecipa alle Operazioni di Guerra nel Mediterraneo

Autorizzato a fregiarsi del Distintivo di Guerra e ad Applicare sul nastrino 4 Stellette


 

TOMASSINI

Sensto

1921

Croce Al Merito di Guerra Matr. 14791


Nato a Marsciano il 09 dicembre del 1921

Assegnato al 60° Regg.to Fanteria il 20.01.1941

Dal 02.09.1942 al 185° Fant. Div. FOLGORE Viterbo con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in Sardegna e sul territorio Nazionale

 


 

CHIALLI

Antonio

1921

Croce Al Merito di Guerra Matr. 12762


Nato a S.Giustino il 08 agosto del 1921

Assegnato al 93° Fanteria Ancona il 29.01.1941

Dal 01.10.1944 al gruppo Combattimento FOLGORE con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra nel Mediterraneo, in calabria, sul Territorio Nazionale e metropolitano


 

BELLUCCI

Ermanno

1921

Croce Al Merito di Guerra Matr. 12666


Nato a Città di Castello il 14 ottobre del 1921

Assegnato al 84° Fanteria Div. Venezia il 10.01.1941

Dal 24.05.1942 al 126° Regg.to ARDITI in Pisa con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra nell’Africa Settentrionale

Prigioniero degli Inglesi dal 06.04.1943 al 30.06.1945


 

GIAPPESI

Tommaso

1922

Croce Al Merito di Guerra Matr. 15988


Nato a Perugia il 23 novembre del 1922

Assegnato alla Scuola Paracadutisti Tarquinia il 01.03.1942 e successivamente al X BTG Paracadutisti con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra nell’Africa Settentrionale


 

TENERINI

Pietro

1922

Croce Al Merito di Guerra Matr. 18150


Nato a Marsciano il 29 giugno del 1922

Assegnato al 40° Regg.to Fanteria il 20.09.1942

Dal 02.09.1942 al 183° Regg.to NEMBO con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in Sardegna e Mediterraneo


 

GRANOCCHIA

Giovanni

1923

Croce Al Merito di Guerra Matr. 19092


Nato a Massa Martana il 06 giugno del 1923

Assegnato al 166° Gruppo Art. Taranto il 06.01.1943

Dal novembre.1944 al Regg.to Art. FOLGORE VI gruppo con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra a Taranto e territorio metropolitano


 

CENCETTI

Settimio

1923

Croce Al Merito di Guerra Matr. 20863


Nato a Milvange (FRA) il 08 aprile del 1923 poi Gubbio

Assegnato alla Scuola Paracadutisti Tarquinia il 10.09.1942 e successivamente al 184° Regg.to Paracadutisti Guastatori NEMBO con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in difesa del Mediterraneo


 

PAVESI

Anselmo

1923

Croce Al Merito di Guerra Matr. 20925

Nato a Bergamo il 20 novembre del 1923

Assegnato alla Scuola Paracadutisti Tarquinia il 10.01.1943 e successivamente al Gruppo di Combattimento FOLGORE con il quale partecipa alle Operazioni di Guerra in puglia e sul Territorio Nazionale.

 

Un grazie va al Par. CECCHETTI Ferdinando che con la sua opera certosina, dimostrando la tenacia che ci contraddistingue, si č sobbarcato una grande mole di lavoro di ricerca tra i polverosi faldoni dell’archivio storico. Questo sforzo ha permesso di ritrovare e ridare luce a personaggi anche troppo lasciati in ombra cui va il nostro giusto riconoscimento

 

inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA NOSTRA STORIA
 

Si cominciò a parlare di paracadute quando si formarono per lo scoppio del primo conflitto mondiale gli Arditi dell'Aria.
L'uso del paracadute per gli aviatori di quei tempi fu un solo mezzo di salvataggio.
In Italia solo nel 1922 si sperimentò il primo lancio con Gennaro MADDALUNO amico di Prospero FRERI che ne fu l’ideatore. Egli a sua volta provò il suo primo lancio nel 1923.
Un mese dopo ideò insieme ad un polacco il Salvador.
Si adoperò non poco per creare una prima scuola di paracadutismo. Dopo aver superato immani diffidenze finalmente nacque presso Tripoli a Castel Benito la prima scuola di paracadutismo. Essa donò all’Italia il primo battaglione paracadutisti.
Nel 2° conflitto mondiale, battaglioni quali "Fanti dell’Aria” , “Azzurro”, “Nembo”, “Folgore” si distinsero per le loro imprese.
La Folgore ha scritto pagine indimenticabili di storia: sono vivi nei nostri cuori e nelle nostre menti gli atti di puro eroi­smo dei suoi ragazzi: il culmine di tali gesta si ebbe nella indimenticabile battaglia di EI Alamein.
Si può comunque parlare di data storica con la nascita, nel 1939 della Scuola di Tarquinia. Al comando del Colonnello Baudoin si formarono tanti paracadutisti.
Numerose furono le battaglie nella 2a Guerra Mondiale per le quali si cimentarono i nostri reparti di paracadutisti e tutte fecero parlare dei nostri valorosi soldati. Gli anni del dopoguerra servirono a riunire tanti uomini, anche i paracadutisti che dopo l’8 settembre 1943 si erano divisi, ma gli uni e gli altri accomunati nell’ideale di servire per vie diverse la Patria.
Vinta la guerra il paracadutismo divenne essenzialmente sportivo. Molti furono i primati in Europa e tra questi il nostro Sauro Rinaldi che con un lancio da 8.400 metri aprì a soli 350 metri da terra.
II paracadutismo dei nostri giorni ci porta con la mente alla gloriosa “Brigala Paracadutisti Folgore” dove i nostri ragazzi in armi, sono divisi tra Livorno, Siena, Pistoia e Pisa. In quest'ultima città ha sede la Scuola Militare di Paracadutismo. (per molti ancora SMIPAR attuale CAPAR)
E stata e sarà la metà di tutti coloro che volendo servire in armi la Patria, lo vogliono fare scegliendo di diventare para­cadutisti.
È anche la meta di chi già paracadutista in quel di Tradate o Tarquinia rivive visitandola i propri momenti al corso di ardimento, ed anche di coloro che di essa nutrono il ricordo per essersi lì forgiati nel seppur breve periodo di leva. Ai parà in armi il paracadutista in congedo è oggi legato dall`Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. Con le sue Sezioni l’ANPDI promuove nei giovani e mantiene in tutti gli altri, vivo l’Amore per la Bandiera, l’attaccamento al proprio Paese. Ideali, questi, che oggi più che mai sono un sup­porto indispensabile in questo mondo sempre più materialista. La nostra Sezione nasce nel 1948 e come in tutte le altre Sezioni d'Italia lo spirito e l’ideale erano comuni: far cono­scere ai giovani attraverso il paracadutismo quali i veri valo­ri della vita, altruismo, senso del dovere, lealtà, sacrificio, sopportazione e fierezza.
Trasfondendo e raccontando le loro imprese, i veterani cominciarono ad organizzare corsi di palestra prendendo a prestito capannoni od aree in genere adibiti ad altri usi.
Eludendo e a volte superando la diffidenza e della gente e delle autorità locali, negli anni '50-70 e poi anche più tardi non fu facile per nessuno organizzare e soprattutto condurre a termine un corso.
Noi oggi anche se impropriamente li chiamiamo pionieri, sapendo però che i veri pionieri li abbiamo enunciati all'ini­zio del nostro racconto.
A Perugia i corsi di paracadutismo si tenevano all'ex valige­ria, dove oggi sorge la Facoltà di Economia e Commercio. Pochi gli avventurosi che volevano provare, ma tanta l’emozione che gli istruttori infondevano.
L’aereo era solo descritto ed il paracadute mai indossato prima, era l’ambizione dei partecipanti. Si otteneva il placet al 1° lancio da una commissione di militari. Questi uomini in armi, con le loro sfolgoranti divise ci appa­rivano inavvicinabili, irraggiungibili, quasi irreali. Ispiravano e trasfondevano al solo sentirli raccontare la loro avventura, tanta ammirazione e voglia di provare a tal punto che la paura accumulata inconsciamente, svaniva di colpo. Così con un paio di stivaletti rimediati chissà come con una tuta da meccanico, fasciata e rinforzata sui gomiti e sulle ginocchia, con una levataccia da non raccontare ci si incolonnava e dopo 3-4 ore di macchina si giungeva in vista del mitico C.119.
Di colpo sparivano tutti i malumori, dentro sentivi un richiamo: fra poco sarò uno di loro! E con questo desiderio realizzato (sono passali per tutti ormai 30 anni!) la vita dentro di noi ha continuato a permearsi di paracadute, di paracadutismo, di protezione civile, di aiuto ai più bisogno­si: soprattutto una voglia ed un coraggio di andare ancora avanti, di portare avanti la nostra Sezione, per l’onore della nostra Patria e nel ricordo dei nostri Caduti.
La Sezione di Perugia è intitolata alla Medaglia d'Argento Maggiore Ettore CACUDI: senz’altro uno degli uomini che la nostra amata Umbria, tra i più valorosi, abbia saputo darci.
La Sezione tra alti e bassi, tra anni belli e anni bui ha raccolto ogni anno circa novanta iscritti.
Oggi si è giunti al 62° corso e si pensa che in media ogni anno vengono brevettati 10/15 paracadutisti, si capisce come anche Perugia abbia contribuito a forgiare tanti giovani e incamminarli verso un domani migliore.


Giampiero Ferraguzzi

 

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LA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN
 

La grande battaglia d'Africa prese il nome da una loca­lità a circa cento chilometri ad ovest di Alessandria d'Egitto in una battaglia aspra e cruenta. La divisione Folgore la combatté con fermo ed eroico coraggio con­tro forze molto superiori per numero ed efficienza di mezzi, per valido appoggio aereo, e per continui riforni­menti di munizioni.


Documento originale tratto dalle memorie del Gen. Bianchini,
si evidenzia la postazione del S.Ten.Cacudi sulla sinistra in alto.

La battaglia iniziò la notte del 23 ottobre 1942, alle 20 e 40, con un violento ininterrotto fuoco di artiglie­ria. Gli attacchi inglesi contro le linee dei paracadutisti furono seguiti da contrattacchi.
Particolare successo ebbe quello del 27 ottobre (20a e 21a Compagnia e tutti i paracadutisti disponibili della Compagnia Comando). Fu circondata la sacca che gli Inglesi erano riusciti a formare al centro del battaglio­ne, furono fatti prigionieri ufficiali e soldati, prese armi e munizioni, distrutti i mezzi corazzati. Fu ricostituita la linea del battaglione.
Dopo una tregua di tre ore, chiesta dagli Inglesi per seppellire i morti, le frontiere nemiche si ritirarono al di là del campo minato italiano, a circa seicento metri dai centri di fuoco.
I paracadutisti nel 28,29 e 30 ottobre compirono azio­ni di pattuglia, distruggendo posti di osservazione inglesi e carri armati e facendo prigionieri. Nella notte del 30 ottobre fu respinta una pattuglia nemica che tentava di sfondare lo schieramento della 21a Compagnia.

Il 31 ottobre fu respinto un altro attacco contro la 21a compagnia, che gli inglesi tentarono di accerchiare per aprirsi un varco nello schieramento difensivo. Nella stessa sera dopo il combattimento i paracadutisti della 21a Compagnia compirono ancora azioni di pattuglia contro i nemici facendo prigionieri e catturando i carri armati.
Nella notte del 31 ottobre fu sferrato dagli inglesi un quinto attacco contro la 20a Compagnia, per cercare di raggiungere l'obiettivo non ottenuto contro la 21a; il nemico fu respinto al di là del campo minato.
In queste azioni tutti i paracadutisti dettero magnifi­che prove di coraggio combattendo contro i numerosi carri armati britannici che si sentivano sicuri davanti alle inadeguate armi italiane.
II primo novembre le nostre forze corazzate erano allo stremo, mentre il Generale Montgomery aveva ricevu­to, in quello stesso giorno, notevoli rinforzi di truppe corazzate e motorizzate.
Nella notte dal 1° al 2 novembre arrivò ai paracaduti­sti 1'ordine di ripiegare trasportando a spalle quanto era possibile. Il 3 giunse un altro ordine di riprendere la ritirata. Gli inglesi attaccarono ripetutamente le nostre retroguardie ridotte nel numero e con scarsissi­me munizioni.
Quasi impossibile era lo sgombero dei feriti per man­canza di ambulanze. Gli attacchi nemici furono respinti e così la richiesta di resa. La Folgore ubbidì all'ordine di "resistere ad oltranza". All'alba del 4 novembre le forze nemiche erano più numerose e il loro bombardamento molto intenso. Nel pomeriggio, con un altoparlante fu così chiesta la resa: «Sappiamo che siete senza viveri e senz'acqua, avete poche e catti­ve armi e siete privi di munizioni. Avete combattuto da valorosi, ma non vi restano che le bombe a mano: Arrendetevi. Vi concederemo 1'onore delle armi. Se non vi arrendete vi annienteremo». I paracadutisti risposero: «Folgore!». La ritirata continuò nella notte del 5 novembre, all'al­ba gli inglesi attaccarono ancora, un secondo combat­timento avvenne dalle 12 alle 13,30 ed un terzo alle 15. Il 6 novembre i superstiti continuarono la faticosa marcia. Alle 10,30 i carri armati inglesi premevano da tre lati la colonna, alle 12 le munizioni erano esaurite, mancavano viveri ed acqua. I superstiti distrussero le loro ultime armi: non potevano più continuare a resi­stere.

Motivazione ufficiale per laMedaglia d'Argento al Valor Militare

I paracadutisti della Folgore combatterono con un eroismo sufficiente da solo a salvaguardare la dignità di un popolo. Erano stati allenati per lanciarsi nei combattimenti dal cielo; dovettero, invece, combattere a terra, nel deserto, senza mezzi adeguati, senza rifor­nimenti, ma ebbero tutti un'arma possente ed insosti­tuibile: il coraggio fedele e generoso. Ed usarono que­sta arma quando combatterono soli contro un nemico ben armato ed addestrato, soli e tenaci nel resistere, soli e fieri nell'affrontare i disagi, il pericolo, la morte. I nemici ne riconobbero il valore. Molti paracadutisti sono sepolti nel deserto, gli altri sono tornati in Italia, spesso disillusi ed amareggiati, se non anche dimenticati, ma conservando nell'animo il ricordo della loro grande esperienza. La Folgore per questo non può essere cancellata dalla vita dell'Italia. Resterà, comunque la Storia, custode eterna delle imprese degli uomini. Non sempre gli eroi, anche sacrificando se stessi, hanno potuto vincere, ma hanno sempre salvato quello che è eterno nella vita: l'ideale, la dignità, il coraggio e la generosità, il senso del dovere.
Dai mitici eroi di Omero in poi l'eroismo, anche se non fortunato, è stato con profonda e commossa ammirazione.

E il Foscolo, per questo, prende come esempio dell'eroe che sacrifica la vita per la libertà della patria 1'omerico Ettore e scrive:
"E tu onore di pianti, Ettore, avrai Ove fia santo e lagrimato il sangue Per la patria versato e finché il sole Risplenderà su le sciagure umane."


Miriam Cacudi

 

 

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