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Strong set 10, un signor paracadute
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

«Strong set 10», un signor paracadute
10 GENNAIO 2008

Nel corso dell’anno, tutte le otto scuole di paracadutismo dell’ANPd’I si apprestano a riprendere l’attività lancistica di interesse militare con i paracadute emisferici di loro proprietà. L’80% dei materiali dorsali sono americani, i importati dalla ditta di Teddy Strong, l’inventore del tandem.
Sul suo sito (www.strongparachutes.com) si possono vedere, nella sezione militare, tutti i prodotti dedicati all’attività propria delle aviotruppe. Le scuole di Reggio Emilia, Ferrara, Montagnana, Latina e Fano ne sono dotate. Presso le scuole di Gorizia, invece, troviamo gli MC1 1C, prodotti dalla «Mertens» e a Pontecagnano, unica in tutta Italia, troviamo i T10, sempre della stesa ditta, mentre a Novi Ligure sono in fase di approvvigionamento gli MC1 1C della «Bruggerman». Una scelta ponderata e diversificata, operata dai Direttori di scuola per le specifiche esigenze del proprio territorio. Tutti, comunque, sono materiali moderni, efficienti e che lavorano in simbiosi con gli ausiliari «Mertens».

Ma vediamo un po’ da vicino il signor «Set 10». E’ veramente un signor paracadute a prova del sottoscritto che lo ha impiegato nel corso dei lanci di gara del Campionato nazionale ANPd’I; è quanto di meglio la più avanzata tecnologia militare ci possa dare in fatto di paracadute. Sostanzialmente è simile agli MC 1-1 con 35 ft di diametro (11 metri) e la presenza di fenditure spingenti, ma ha un indice di porosità più basso: al tatto la stoffa sembra quasi quella di uno spin da vela e infatti si piega molto bene.

Ma, le qualità salienti sono la portata, il volo e la velocità di discesa: con un peso sospeso fino a 140 kg, ha una velocità di discesa in assenza di vento di 4 metri al secondo! Quasi incredibile per chi si ricorda dei CMP 55, ma anche del famigerato IRVING 80; la reazione sui comandi e rapida e sincera.
Per chi, come me, è pilota tandem dico che non c’è paragone: è più reattivo e sincero, ho fatto un bel 80 cm allungando la gamba come fosse un profilo alare. Niente capovolta? Certo che no: va fatta sempre e con cognizione di causa da parte degli allievi soprattutto, ma questa vela rende tutto più facile, l’impatto è minino e la prova ne è che gli incidenti in atterraggio si sono ridotti sensibilmente.

Ah, dimenticavo l’apertura - lanciandosi da un Pilo in corretta posizione nel vuoto da manuale - produce un choc di apertura veramente molto basso, a prova di schiena. Altro buon argomento è la durata del «service life»: 10 anni o 500 lanci?
Piccola nota di orgoglio associativo il CAPAR ce ne ha chiesto in visione uno…
Dario Macchi